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Piazza Elio Callistio, ripulito e riqualificato il monumento sepolcrale

L’intervento, coordinato dai volontari della Protezione Civile e dall’Associazione Culturale Noi Di Roma, è durato tutta la mattinata di sabato 18 Aprile, dove anche semplici cittadini hanno dato il proprio contributo, e sono intervenuti al fine della riqualificazione completa dell’area archeologica, la quale versava, da diversi anni ormai, in un palese stato di incuria, abbandono e degrado

img_0047Si è svolto nella mattinata di sabato 18 Aprile,  presso Piazza Elio Callistio, a due passi da Viale Etiopia,  al Quartiere Africano,  l’intervento straordinario di pulizia e potatura dentro e fuori il monumento sepolcrale tributato a Publio Elio Callistio, ex schiavo liberto dell’Imperatore Adriano, che risale al I secolo  d.C.
 
L’intervento,  che ha visto come principale promotore e assertore il Consigliere PdL del II Municipio Massimo Inches, Delegato al Decoro Urbano,  è stato coordinato dalla Protezione Civile, che con il patrocinio dell’Associazione Culturale Noi Di Roma del Presidente Stefano Trippetta,  e con l’autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma,  ha inviato un folto numero di volontari,  appena ritornati dall’Abruzzo,  armati di motoseghe e decespugliatori,  che,  insieme a molti cittadini, intervenuti spontaneamente, ha lavorato sodo tutta la mattina, rasando completamente il manto erboso,  asportando l’immondizia depositata e potando tutti gli alberi. 

Si tratta di un intervento che,  da tempo,  i residenti del quartiere chiedevano a gran voce,  se non altro per la grande ed eccessiva quantità di immondizia che “oscurava”  questo monumento,  simbolo del quartiere Africano.   
Nel corso dei lavori,  sono intervenuti anche diversi esponenti istituzionali  del  Campidoglio,  tra cui il Presidente del Consiglio del Comune di Roma,  Onorevole Marco Pomarici,  e la Professoressa Archeologa della Soprintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma,  Dottoressa Antonella Gallitto,  che,  nell’occasione,  ha narrato,  interamente,  la storia e le origini del monumento,  risalente a più di duemila anni fa,  nato,  inizialmente,  come tomba dell’omonimo Publio Elio Callistio,  suscitando la curiosità  e l’interesse di tutti i cittadini abitanti della zona presenti.

Durante i lavori di riqualificazione e ripulitura,  sono stati riportati alla luce,  dalla Professoressa Antonella Gallitto,  delle urne cinerarie di grande valore archeologico,  che si trovavano attigue un muro di eta’ Romana,   e che  il  vistoso manto erboso rischiava di deturpare e deteriorare irreparabilmente.   Ai lavori di manutenzione straordinaria si sono aggiunti anche l’Ama,  con diversi autocarri,  che ha provveduto ad asfaltare parte del marciapiede che delimita il monumento,  e il II Gruppo del Corpo della Polizia Municipale,  il quale ha svolto un solerte ed ineccepibile lavoro di controllo e vigilanza della zona.

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