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II Municipio: Mercato della Moschea spacca il Pdl

Respinto l'ordine del giorno del consigliere Massimo Inches in cui si chiedeva il ripristino della legalità. Su 14 consiglieri Pdl, 7 hanno votato contro

I l Consiglio del II Municipio ha respinto,  a maggioranza,  l’ordine del giorno a firma del Consigliere PdL e Delegato al Decoro Urbano del II Municipio, Massimo Inches. Nell'ordine del giorno si chiedeva di ripristinare la legalità nel mercato di Viale della Moschea,  che versa nella più totale condizione di abusivismo commerciale ed è privo delle più elementari norme igienico – sanitarie.

Al momento della votazione su sette Consiglieri di maggioranza PdL presenti in Aula consiliare,  soltanto 3 hanno espresso il loro voto favorevole (Inches, Cappiello e Di Tursi). Hanno invece espresso voto contrario i Consiglieri Cassiano,  Marzetti e Scuro del PdL  e il Consigliere Celani della Lista Civica per Rutelli. Si è astenuto dalla votazione il Consigliere PdL Massimo Carta. 

Nel corso della seduta,  è intervenuto anche il Presidente del “Comitato per il Tevere” Sandro Bari,  il cui comitato conta ben 22 associazioni culturali e ambientali che si occupano della valorizzazione e rivalutazione del Tevere. Bari ha distribuito ai Consiglieri di maggioranza e opposizione una lettera a nome della cittadinanza,  nella quale si chiede di “riportare il Mercato ad una decorosa situazione di legalità”.

A fine seduta,  il Consigliere e Commissario alla Sicurezza Inches,  ha espresso il suo più vivo rammarico per la mancata approvazione del documento,  ed  ha dichiarato:”Continuerò a battermi con maggiore determinazione,  sempre tra le file del PdL,  affinchè la legalità trionfi e venga ripristinata in tutte le zone e quadranti del nostro territorio, laddove non fosse rispettata”. 

Il Consigliere Inches ha,  inoltre, precisato che “questo mercato è totalmente abusivo  in quanto gli operatori non solo sono privi di regolare licenza e autorizzazione amministrativa,  ma esercitano la loro attività senza rilasciare regolare scontrino fiscale. Si tratta di un’attività che non produce alcuna entrata nelle nostre casse”.

Inches ha voluto infine spiegare a chi lo accusa di intenti xenofobi: “Non vi è, da parte mia, alcun intento xenofobo nei confronti della nazionalità, della cultura e della religione degli esercenti. Chiedo solo che questo mercato sia riportato ad una reale e concreta situazione di legalità”.  

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