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Flaminio: mix di alcol e droghe alla base del dramma

Potrebbe essere stato un mix di droghe e alcol a uccidere un uomo di 42 anni e far finire in coma il suo compagno. E' successo sabato notte in un appartamento in via Antonazzo Romano

Un morto e una persona in coma, così tragicamente si è conclusa la serata nell'appartamento in via Antonazzo Romano nel quartiere flaminio. La vittima e l'uomo in coma, M.V. E F. M. , erano una coppia di gay. Proprio lo stesso giorno, in chat, avevano conosciuto gli altri cinque uomini che si trovavano nell'appartamento.  I sette dopo aver comunicato per un po' via internet, si sono poi dati appuntamento alcune ore più tardi nel mini appartamento al Flaminio per dar vita a un festino.

Sono le 4,45 quando una telefonata al 118 avverte che due uomini, in via Antonazzo Romano, stanno molto male: giunto sul posto, il personale medico riscontra che per uno, M.V, di 42 anni, non c'è più nulla da fare, e per l'altro, F.M., anche lui 42enne, le condizioni sono gravi. Viene dunque portato all' ospedale Santo Spirito e intubato; da allora è in coma farmacologico. Nel pomeriggio i sanitari rassicurano: è fuori pericolo. I due hanno un profilo "free" su Facebook dal quale risultano la loro unione e l'orientamento sessuale.

Secondo gli investigatori dei carabinieri, la vittima aveva assunto un mix di cocaina e alcol assieme al suo compagno prima di andare alla cena e potrebbe essere stata proprio questa, un'overdose, la causa della morte. Sarà comunque l'autopsia, attesa per oggi, a stabilire con esattezza le ragioni del decesso. Gli investigatori, inoltre, non hanno rilevato alcuna traccia di sostanze stupefacenti all'interno dell'appartamento. I sette sono impiegati, commessi e professionisti. Del gruppo dei cinque fanno parte anche due persone originarie della Toscana e della Sicilia. La droga assunta dalla coppia gay potrebbe far parte di una partita di cocaina tagliata male ma non si esclude che i due potrebbero aver ingerito anche altre sostanze dall'effetto devastante sull'organismo, specie se consumate insieme con alcol e coca.

Il mini appartamento dove si è svolto il festino è una abitazione al seminterrato di un elegante stabile, di sette piani, che affaccia sulla nota piazza Mancini. L'appartamento è composto da un cucinino, un bagno e una stanza con un piccolo cortile. In passato era stato utilizzato come abitazione del portiere. "Quello che è accaduto - ha commentato il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo - non c'entra nulla con l'orientamento sessuale. Poteva capitare anche a una coppia etero o a un gruppo di amici".
 

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