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Contro il Parcheggio interrato in viale del Vignola via alla raccolta firme

Ad organizzarla l'associazione Ananke che ribadisce il proprio no anche al nuovo progetto che prevederebbe il parcheggio senza l'abbatimento degli alberi. Un residente rivela: “In questa zona le fondamenta non sono sicure. E' vietato persino costruire cantine”

platanivignolaNo al parcheggio interrato in viale del Vignola. Lo hanno ribadito venerdì 22 maggio gli aderenti all’associazione Ananke che hanno organizzato un nuovo incontro con i cittadini di Viale del Vignola, nel cortile di Villa Riccio. Un incontro finalizzato alla raccolta firme per cercare di evitare la costruzione di un parcheggio interrato giudicato “inutile e pericoloso”.

La cementificazione del sottosuolo causerebbe, infatti, la morte di 36 platani, quasi centenari, e renderebbe meno stabili le abitazioni del quartiere a rischio idrogeologico.

Spiega Maria Pia Montesi, vicepresidente Ananke: “Se i platani non saranno abbattuti, ma il parcheggio sotterraneo verrà costruito gli alberi moriranno comunque, perché hanno delle radici profonde circa 60 metri”. Il vicepresidente fa questa precisazione perché il II municipio, in seguito alla richiesta di accesso agli atti del progetto del parcheggio, da parte dell’associazione, ha risposto che l’amministrazione sta preparando un nuovo progetto, essendosi reso conto che il primo non andava bene. Continua Maria Pia Montesi: “Neanche il secondo progetto andrà bene perché probabilmente prevederà, invece dell’abbattimento degli alberi la costruzione del parcheggio sotto le radici. Anche in quel caso, secondo il prof. Raven, uno dei massimi esperti del settore, i platani moriranno”.

Anna Maria Bianchi, membro di Ananke, aggiunge: “Non c’è bisogno di questo parcheggio, che servirà soltanto a pochi privilegiati che si possono comprare il posto auto, ma c’è bisogno dei platani perché puliscono l’aria che respiriamo, creano ombra e ci piace vederli”.

L’amore per le piante e il verde pubblico non è l’unico motivo per cui i cittadini sono in rivolta. Dichiara una residente della zona: “Le case in Viale della Vignola sono in muratura e sono state costruite intorno al 1919. Le fondamenta non sono molto sicure anche perché sotto c’è l’acqua. Proprio per lo stesso motivo nell’area c’è il divieto di costruire cantine”.

Tale problematica è stata sottoposta dall’associazione Ananke all’Ufficio Giardini in una lettera inviata l’11 maggio scorso che così recitava: “L’area ricade tra quelle definite in fascia B con rischio idrogeologico di livello R3, così come individuate dagli atti di pianificazione redatti dalla scrivente Autorità di Bacino, nel caso in fattispecie il P.a.i  (Piano di Assetto Idrogeologico), approvato e pubblicato nella G.U. n.33 del 9/2/2007, ed il P.S.5 (Piano stralcio per il tratto metropolitano del Tevere da Castel Giubileo alla foce). Tali piani prescrivono l’assenza di realizzazione di vani interrati, anche se adibiti ad impianti, e di livelli interrati”.

Infine, la costruzione del parcheggio si scontra con un altro importante elemento: la presenza di resti archeologici di notevole rilevanza che rischiano di essere persi per sempre.

Alla battaglia combattuta da Ananke, durante il dibattito di ieri, hanno dato il suo sostegno anche l’associazione Italia Nostra, nota per essersi opposta alla costruzione del parcheggio del Pincio, e Cittadinanza Attiva. Afferma Andrea Costa, dirigente di Italia Nostra: “Si sta scavando sotto la soglia della decenza. I parcheggi mettono a disposizione del mercato il sottosuolo. E’ semplice speculazione edilizia. Il Flaminio rischia di diventare parcheggiopoli”.

I cittadini di Viale della Vignola mercoledì 3 giugno, nel tardo pomeriggio, organizzeranno un evento ed una conferenza stampa al fine di dare maggiore visibilità alle proprie proteste.

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