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Piazza Perin del Vaga: 500 firme per chiedere la pedonalizzazione

In piazza Perin del Vaga si è svolta una manifestazione per chiedere la pedonalizzazione della piazza, l'annullamento del parcheggio via Stern e la riqualificazione del mercato di via Guido Reni

Cinquecento firme per chiedere la pedonalizzazione di Piazza Perin del Vaga e l'annullamento del parcheggio interrato di via Stern. Altrettante per sostenere il progetto di riqualificazione "autofinanziata e autogestita” del mercato coperto di Via Guido Reni. E' lo straordinario risultato ottenuto durante la festa di quartiere tenutasi nell'incantevole cornice di Piazza Perin del Vaga e che si è trasformata nell'ennesima occasione per ribadire con forza che i comitati non molleranno e continueranno a dire no a progetti che non rispettino quella che è la bellezza della zona.

VIA STERN - Su via Stern in particolare sono stati ribaditi gli storici 5 punti che portano a dire no alla struttura. La stabilità dei palazzi: via Stern è una via piuttosto stretta (circa 19 m.), situata sulla riva sinistra del Tevere, in zona di possibile esondazione. I palazzi che la delimitano sono costruiti su un terreno di riporto e subsidenza: una base relativamente poco stabile. Il livello piezometrico della falda acquifera si trova a soli 6 metri di profondità. Lo scavo per il parcheggio prevede una profondità di 5 metri, quindi i locali sarebbero a rischio di allagamento. I palazzi circostanti, costruiti negli anni ’20, hanno già mostrato seri problemi di stabilità e presentano crepe, solo in parte monitorate. Un palazzo è stato evacuato nel 2003 perché non sicuro per gli abitanti, ed i lavori di consolidamento sono stati eseguiti solo in parte. Lo scavo previsto lungo tutta la lunghezza della strada e a pochi metri dalle fondamenta, metterebbe gravemente a rischio i palazzi limitrofi. Secondo i comitati poi il progetto è "superficiale": per quanto riguarda la definizione dei rischi e delle caratteristiche del territorio. Ad esempio indica che la zona prescelta non è a rischio esondazione; non considera lo stato di stabilità dei palazzi circostanti, non definisce misure specifiche per la tutela degli stessi in fase di costruzione del parcheggio, e non prevede una distanza di sicurezza (necessaria) tra quest’ultimo ed i palazzi. Il progetto prevede, inoltre, l’espianto e la ricollocazione di 6 lecci su Via Muziano, come se ciò fosse facile, in realtà è quasi impossibile. Danno ambientale e architettonico: la costruzione del parcheggio danneggerebbe irrimediabilmente l’architettura anni ’20 delle zone interessate (come è avvenuto per piazza Melozzo da Forlì). Piazza Perin del Vaga, gioiello architettonico che andrebbe custodito e conservato gelosamente (e tutelato dalle Belle Arti), diventerebbe una colata di cemento. Il quartiere verrebbe snaturato e degradato: al posto della quieta e caratteristica stradina, si troverebbe l’entrata del parcheggio, con il suo via vai di macchine e tutto il resto. Nel quartiere Flaminio, arricchito recentemente dall’ Auditorium e dal Museo Maxxi, andrebbero conservate e tutelate anche le preesistenti particolarità urbanistiche . Inoltre con la costruzione del parcheggio i sei lecci secolari di Via Muziano sarebbero rimossi, e, a detta del progettista, reinstallati, in realtà con scarsissima possibilità di sopravvivenza. C'è poi l'inquinamento acustico e atmosferico, disagio agli abitanti e alla circolazione: l’uso del parcheggio in sé e le continue vibrazioni del terreno aumenterebbero i rumori per gli abitanti dei palazzi sulla stretta via. Le griglie di aerazione del parcheggio esalerebbero gas di scarico proprio sotto le finestre dei piani bassi. La costruzione ultimata toglierebbe dei posti macchina attualmente esistenti, mentre causerebbe l’aumento del traffico e degli ingorghi (entrata prevista –unica possibile- nella minuscola via Muziano). I lavori renderebbero impraticabile la circolazione nelle vie adiacenti per tutta la loro durata ( circa 2 anni). Polvere, detriti, fumi, rumori e vibrazioni arrecherebbero disturbo e danni alla pace di questo quartiere, già penalizzato dal cantiere in Piazza Gentile da Fabriano: un sacrificio ingiusto da sostenere, in quanto non a fronte di un vantaggio futuro. Inutilità di un altro parcheggio sotterraneo: gli 83 posti auto previsti non sarebbero, secondo il comitato, determinanti per risolvere i problemi di sosta selvaggia (mentre ci sono posti liberi a pochi metri). Diversi box dell’adiacente parcheggio sotterraneo di Piazza Melozzo sono usati come deposito dai commercianti, a riprova della non necessità degli stessi. E intanto, a chi giovano i parcheggi? Il Comune ottiene un minimo guadagno per l’uso dello spazio pubblico, gli acquirenti ottengono un diritto alla proprietà per soli 90 anni, e la ditta costruttrice investe per la costruzione, ma certo ricava dalla vendita un immediato, lauto guadagno, con minime responsabilità. Eventuali danni legati al parcheggio infatti non sono coperti da vincoli assicurativi che tutelino i cittadini.

LA FESTA - Alla festa di Piazza Perin del Vaga hanno partecipato oltre mille persone in un via vai che è cominciato alle 6 del  pomeriggio e finito alle 11 di sera. In una piazza restituita alla sua poco conosciuta bellezza, per una volta svuotata dalle macchine e avvolta nella musica e nel chiacchiericcio degli abitanti del quartiere, si è svolta una manifestazione che si stentava a credere fosse organizzata da un semplice manipolo di cittadini volenterosi. Su  un “vero” palcoscenico con luci e amplificazione si sono succeduti gli urbanisti Italo Insolera e  Paolo Berdini,  la direttrice della Sezione  Architettura del MAXXI Margherita Guccione, lo scrittore Marco Lodoli, il botanico Luca Scarnati, alternati   alla musica, agli spettacoli, alle performances  di artisti e realtà culturali  del   Flaminio e non solo, come l’Accademia Filarmonica Romana, l'Associazione Teatrale Gropius, la Scuola di Teatro&Musical LIM dello Ials, il Lavatoio Contumaciale di Piazza Perin del Vaga e molti altri.

La festa, organizzata  dal  Comitato Stern insieme  al FAI - Fondo Ambiente Italiano, Delegazione di Roma - e al Coordinamento Cittadini Attivi Flaminio, è nata per  celebrare   il successo di Piazza Perin del Vaga, che si è classificata al secondo posto  di Roma tra  “ I luoghi del cuore 2010”. Ma per i comitati organizzatori è stata soprattutto un’occasione  per parlare della  tutela della piazza e del progetto del parcheggio interrato di  Via Stern,  che oltre a mettere a rischio la stabilità di palazzi,  prevede una  rampa di accesso che  deturperebbe irrimediabilmente   proprio piazza Perin del Vaga. E più di 500 persone hanno firmato l’appello, sottoscrivendo anche la proposta dell’Associazione Commercianti Mercato Flaminio II contro un altro progetto del Comune che riguarda  il mercato rionale.

Infatti il Dipartimento per le Attività Economiche e Produttive di Roma Capitale  intende  affidare a privati in ”project financing” la ristrutturazione dell’edificio (con aumento di cubature per ricavare altri spazi commerciali), spostando tutti i banchi  altrove per chissà quanto tempo, col risultato di privare il quartiere di un suo spazio vitale, di polverizzare un giro d’affari assai florido e  di mettere in ginocchio 46 operatori. Per questo i commercianti hanno deciso di presentare al Comune un progetto alternativo,  completamente autofinanziato, che prevede la ristrutturazione senza lo spostamento dell’attività di vendita.

Così al Flaminio si allarga il fronte delle associazioni e dei comitati che si battono  per la difesa dei beni comuni e della qualità della vita nel quartiere, e che chiedono alla Pubblica Amministrazione di essere coinvolti  nelle trasformazioni urbane, come del resto è espressamente previsto nel Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con la Delibera n. 57/2006. E proprio all’insegna della partecipazione il 30 giugno il Coordinamento Cittadini Attivi del Flaminio organizzerà  un incontro pubblico al Cinema Tiziano invitando assessori, amministratori e consiglieri del Comune e del II Municipio,  per dare  alla cittadinanza la possibilità di rivolgere domande, critiche e proposte direttamente a chi ha la responsabilità delle scelte che ricadono su  un quartiere in rapida evoluzione. E perché non si perda mai di vista che  queste  scelte devono mettere al primo posto  la  vita delle persone  e non le ragioni  del profitto.

 

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