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Il Pd chiede la revoca di Mancini, ma la maggioranza abbandona l'aula

La revoca chiesta per alcuni atti molto discussi firmati dall'assessore. Il Pd: “Abbandono Aula gesto gravissimo e incomprensibile”. Consiglieri Pdl: “Siamo usciti dall’Aula, in quanto riteniamo che Mancini sia assolutamente indifendibile”

Giovedì scorso il gruppo del Partito Democratico nel II municipio ha presentato una mozione a carattere urgente nella quale si chiedeva al Presidente del Municipio Sara De Angelis,  “un atto di revoca della fiducia nei confronti dell’Assessore alle Attività Produttive,  affissioni e pubblicità, mercati rionali e tributi, Mario Mancini. La maggioranza però ha abbandonato l'aula, rigettando di fatto la mozione.

Un atto che viene da lontano. L’Assessore Mancini, secondo il Pd, si sarebbe infatti reso protagonista di una serie di atti ritenuti “non proprio leciti a livello istituzionale e amministrativo”, atti che lo avrebbero portato ad inimicarsi alcuni membri consiliari del suo stesso schieramento politico,  i quali gli rimproverano “mancanza di trasparenza e di  liceità in alcuni suoi comportamenti.

Un esempo è l’occupazione di suolo pubblico di Largo Somalia, dove l’Assessore Mancini ha in gestione un bar, e dove avrebbe fatto allargare alcuni tavolini del bar senza sentire prima il parere dell’Ufficio Commercio. Oppure gli atti riguardanti il mercato di viale della Moschea o la cerimonia nella Sala Petrassi all'Auditorium.

Dai banchi dell’opposizione  Pd,  il Capogruppo Giuseppe Gerace lamenta “una mancanza di coraggio e di senso delle istituzioni,  da parte della maggioranza,  nel confronto con l’opposizione su una questione che riguarda un loro membro di Giunta”,  mentre il Consigliere Pd Guido Bottini si dice “profondamente amareggiato per l’abbandono  da parte della maggioranza dell’Aula,   un atto molto grave su cui occorre riflettere molto attentamente,  e che costituisce la volontà,  da parte della stessa maggioranza,  di volersi esimere da questioni aventi carattere oggettivo e istituzionale ”.

Insomma,  sembra che l’Assessore Mancini sia diventata una pedina molto scomoda per  la Giunta e il Consiglio Municipale. Lo stesso Assessore Mancini non si lascia intimorire “da questi comportamenti,  i quali rappresentano, da parte dell’opposizione,  un motivo per colpire tutta la Giunta De Angelis,  utilizzando me come capo espriatorio”.

“Ho sempre agito in modo leale e corretto”,  continua Mancini,  “posponendo sempre il bene comune rispetto ai miei interessi privati e personali”.  Poi,  l’Assessore alle Attività Produttive,  chiarisce alcuni punti relativamente alle vicende che lo avrebbero reso protagonista di alcune presunte “irregolarità amministrative”:  “Per quanto riguarda la Sala Petrassi dell’Auditorium,  dove si è svolta,  un po’ di tempo fa,  la cerimonia delle Botteghe Storiche,  ci tengo a precisare che il Municipio non si è fatto carico di nessun costo aggiuntivo,  ma, al contrario,  l’evento è stato patrocinato dalla Banca del Fucino,  una banca che da anni ha sede sul nostro territorio, e che già, in passato,  ha sostenuto molte iniziative del nostro Municipio”. Sulla questione relativa al Mercato di Viale della Moschea,  l’Assessore Mancini si è giustificato dicendo “di aver preso contatti con tutti gli organi competenti”;  “sto lavorando affinchè in quella zona venga ripristinata una reale e concreta situazione di legalità”,  ha concluso Mancini.  La controversia sembra,  però,  destinata a protarsi ancora per un po’ di tempo.

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