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Incidenti sul lavoro: benedizione e fiori dal quartiere per l'operaio morto

Scosso il quartiere Africano per la morte dell'operaio Bruno Montaldi. Il parroco lo ha benedetto e qualcuno racconta "Qui si lavora anche di notte"

fumo2_2L'incidente sul lavoro avvenuto ieri mattina nel quartiere Africano ha scosso i residenti e un abitante della zona ha posato una rosa rossa davanti al cantiere in cui Bruno Montaldi ha perso la vita. Montaldi, operaio 63 enne, lavorava nel cantiere della metro B1 di piazza Sant'Emerenziana dove ieri è precipitato in una buca profonda 40 metri che non gli ha lasciato scampo.

"Qui si lavora anche di notte, in superficie dai balconi vediamo almeno quattro o cinque operai accanto alle bombole di azoto" raccontano alcuni abitanti del quartiere Africano, i cui appartamenti affacciano in piazza Sant'Emerenziana. "La maggior parte del lavoro si svolge sicuramente sotto terra - ha spiegato Ludovico - in questo cantiere c'è uno sfiatatoio a quaranta metri di profondità ". "Sentiamo i rumori dei lavori anche di notte - ha aggiunto Francesco - ma non ci danno troppo fastidio". Quasi tutte le persone interpellate sull'ipotesi di intitolare la stazione della Metro B1 di piazza Annibaliano al lavoratore morto, Bruno Montaldi, si dicono d'accordo con l'iniziativa.

Il residente del quartiere che ha portato un fiore per lui ha voluto così "omaggiare il ricordo di un lavoratore che come tanti operai ogni giorno muore nell'indifferenza". "Ho appreso la notizia dalla tv - ha detto Antonino, manager in pensione - è l'ennesima morte di una strage infinita, per questo ho deciso di portare un fiore". Diversi abitanti del quartiere sono rimasti colpiti dalla tragedia. Lo stesso fioraio in strada, quando ha saputo che la rosa era destinata ad essere posata in memoria del lavoratore morto, ha deciso di non farla pagare. Ieri mattina invece, poco dopo la tragedia, il parroco della chiesa di fronte, don Michele, è entrato nel cantiere e ha dato l'estrema unzione all'operaio, il cui corpo è stato trovato in un pozzo. Affacciandosi dall'alto della voragine in superficie, il prete lo ha benedetto. "Quando la mattina alle 7 ho visto arrivare i vigili del fuoco - ha spiegato Don Michele - ho chiesto cosa fosse accaduto e poco più tardi ho deciso di entrare nel cantiere". (Fonte Ansa)

ROMAMETROPOLITANE: "L'OPERAIO NON DOVEVA ESSERE LI'"

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