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Lucà: “Via Nizza diventi Via Almirante". Commercianti: "Non hanno niente da fare"

Il presidente dei commercianti di Via Nizza propone: "Cambiamo nome a Via Nizza". Gli esercenti: "Proposta risibile" e qualcuno si chiede: "Non è strano che l’unica strada chiusa al traffico abbia una così alta densità di onorevoli?"

"Per dare ossigeno a via Nizza, ad oggi l'unica strada pubblica di Roma interdetta al traffico privato, siamo disposti a ribattezzarla via Giorgio Almirante. Un gesto forte, dall'alto impatto simbolico, che siamo costretti a fare perché la mala politica, che da 15 anni gestisce Roma, ha fatto fallire decine e decine di attività commerciali in questa strada che è di fatto sparita".
Così Giuseppe Lucà presidente dei commercianti di via Nizza in un comunicato diffuso ieri a poche ore dal contestato voto che di fatto ha spento le speranze di molti simpatizzanti di destra di vedere intitolata una strada del II Municipio (si parlava di Viale Liegi o di una strada all’interno di Villa Borghese) a Giorgio Almirante.

Una provocazione che secondo Lucà potrebbe portare benefici a Via Nizza dove a causa di un contestato provvedimento datato 1999 che vieta il traffico alle auto, molti esercizi sono stati costretti a chiudere. Una decisione che a Via Nizza giudicano inspiegabile e in odore di casta. “Una cosa è certa - continua  Lucà - una volta cambiato il nome a via Nizza avremo tantissime persone che ci verranno a trovare o perché, da bravi radical chic, in disaccordo o perché, come agli ex missini, in accordo."

La sfida lanciata da Lucà sembra comunque non interessare gli esercenti della zona e non certo per motivi ideologici. La volontà di chi abita in Via Nizza è quella di andare aI di là di certe trite contrapposizioni politiche e risolvere i problemi con pragmatismo.
E le reazioni alla proposta di Lucà sono tra l’incredulo e l’irritato. “Ma non hanno niente di meglio da fare che discutere del nome? – mi dice il gestore di un lavasecco – A questo punto facciamola diventare un museo”.

E un altro commerciante, “A quando via Benito Mussolini? A parte le battute il problema non è Almirante, ma gli esercizi che chiudono”. E ancora: “Non mi importa né di Almirante né di Berlinguer, ma di poter fare il mio lavoro in santa pace. E secondo lei oggi è possibile?”.
“Ovviamente si tratta di una frase messa lì per ottenere visibilità – afferma il proprietario di un negozio di anticaglie – La battaglie da fare sono altre, abbiamo già tentato tutto ma non è servito. Da quando hanno chiuso la strada al traffico qui il commercio è in ginocchio. Abbiamo presentato diffide, raccolto tremila firme, ma non ci hanno dato ascolto”.

Già. Perché? “Questa situazione fa comodo ai tanti politici e dirigenti che abitano in Via Savoia e non vogliono far passare gli autobus di lì. Così hanno raddoppiato i mezzi pubblici in Via Nizza, e sono stati costretti a chiuderla al traffico per non congestionare troppo il trasporto pubblico. Del resto non è strano che l’unica strada di Roma chiusa al traffico abbia una così alta densità di onorevoli?” Strano è strano. Ma contro la casta forse non basterà il fantasma di Almirante. E tantomeno quello di Berlinguer.

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