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Villa Ada: "Dov'è l'autorizzazione per il giardino di villa Todini?"

Legambiente sui cantieri nel parco del II municipio denuncia la mancanza degli atti che certifichino l'autorizzazione da parte del consiglio comunale di Roma: "Il cantiere per la realizzazione della villa di Luisa Todini ora ha "inglobato" in un solo colpo quasi 500 metri quadrati di parco"

Villa Todini, al confine del parco di Villa Ada, torna a far parlare di sè dopo il putiferio sollevato da un articolo de La Repubblica che denunciava la presenza di cantieri all'interno del noto parco del II municipio. Una denuncia di Legambiente infatti mette in dubbio la presenza delle concessioni necessarie per allargare il perimetro del giardino davanti l'ex - casolare.

LA STORIA - Fino al 2006 la Villa era di proprietà del Comune di Roma che tramite un'operazione di cartolarizzazione, ovvero con la dismissione del patrimonio pubblico operata dalla Giunta Veltroni, fu acquistata da una società privata, la Pasquino di Salini Aldo e C. Nel corso della trattativa, la società Salini fece richiesta al Comune per l'allargamento della corte del casale, alla fine di via del Canneto antistante la Villa. La richiesta fu valutata positivamente dagli uffici del Dipartimento alle Politiche del Patrimonio che però vincolarono la concessione dell'allargamento all'approvazione del consiglio Comunale. Legambiente però denuncia: "Non risulta da fonti consultabili pubblicamente che vi sia stata alcuna approvazione in questi anni di un atto concessorio da parte del Consiglio comunale".

Legambiente denuncia il fatto che la concessione onerosa, l'affitto, richiesta agli uffici del Dipartimento alle Politiche del Patrimonio non è mai stata sottoposta al Consiglio Comunale, secondo quanto risulta dalle delibere ufficiali dal 2006 ad oggi. Salini chiese l'autorizzazione all' "allargamento", concessione di 6 anni, e l'ufficio preposto ha demandato al Consiglio comunale la decisione finale.

L'ACQUISTO DELLA TODINI - Nel 2009 la Villa fu acquistata dall'imprenditrice Todini, ex europarlamentare Pdl che negli ultimi mesi ha avviato dei lavori per la ristrutturazione della villa. I lavori, come evidenziato dalla mappa tratta da Google maps, comprendono, oltre che il perimetro dell'allargamento di cui non si trovano le autorizzazioni, anche ulteriore terreno (200 metri) sottratto al verde pubblico di villa Ada.

Denuncia Legambiente: "Il cantiere per la realizzazione della villa di Luisa Todini ora ha "inglobato" in un solo colpo quasi 500 metri quadrati di parco". Lorenzo Grassi, ufficio stampa di Legambiente, aggiunge un ulteriore punto alla questione, ovvero "A che titolo può essere data questa concessione? Bisogna dimostrarne l'utilità pubblica che non può essere solo il giardino di un privato".

ISTITUZIONI - Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio attacca: "Chiediamo al sindaco Alemanno e all'assessore Antoniozzi di fare immediata chiarezza su questa vicenda e invieremo anche un esposto alla Procura della Repubblica -annuncia Parlati - Se l'allargamento del giardino della villetta privata fosse avvenuto davvero a scapito del parco pubblico di Villa Ada e persino in assenza degli atti procedurali dovuti ci troveremmo di fronte ad un episodio di inaudita gravità, ennesima dimostrazione dell'arroganza a scapito delle ville storiche".

RICHIESTE Legambiente chiede in sostanza se esista un atto di concessione approvato in Consiglio comunale che abbia autorizzato l'allargamento della "privatizzazione" all'area confinante di Villa Ada già occupata da un orto abusivo (area che la ditta di Salini si era anche offerta di acquistare al "valore congruo" della rendita catastale agraria, pari ad appena 112,37 euro al metro quadrato) e inoltre, se tale atto mai esistesse, qual è l'interesse pubblico che lo avrebbe giustificato. Inoltre l'associazione ambientalista chiede se l'ipotesi di una concessione d'uso a titolo oneroso abbia fatto comunque scattare la "dilazione del prezzo di acquisto pari al 20%" chiesta da Salini ed inoltro come sia stato possibile riconoscere la servitù di passaggio per l'accesso al casale anche da via Panama, stante l'eventuale indisponibilità dell'area confinante.

POLITICA - Due consiglieri del PD Massimiliano Valeriani e Paolo Masini presenteranno un'interrogazione al Consiglio Comunale per far chiarezza sulla questione: "E' necessario fare chiarezza su un episodio che mostra la visione proprietaria che la destra che governa Roma ha della città e la totale disattenzione verso il verde pubblico. Per questo, presenteremo un'interrogazione in Consiglio comunale con la quale chiederemo ad Alemanno o a chi per lui di spiegare questo mistero".

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