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Al Coppedè sette appartamenti al posto della palazzina anni '50

Fa discutere l'abbattimento di una storica palazzina

A due passi dal quartiere Coppedè, in una delle zone architettonicamente più riconoscibili della Capitale, sta per essere demolita una palazzina novecentesca. Al suo posto, come previsto da un progetto già approvato lo scorso marzo 2017, sarà realizzato un edificio moderno. Sette appartamenti e quindici box auto, per un totale di tremiladuecento metri cubi. Una decisione che però sta destando forti perplessità.

Raggi e Soprintendenza tirati per la giacchetta

Tra i più accesi detrattori dell'operazione, il critico d'arte Vittorio Sgarbi. In un video, pubblicato sulla propria pagina facebook, ha descritto il quartiere in cui sta per essere abbattuta la palazzina. Nella zona, ricorda Sgarbi, ci sono “Ville dei primi del Novecento, con una grande armonia urbanistica ed un collegamento di stile che ha una sua unità”. Ebbene, proprio in quell'area “al civico 3 di via Ticino, una bella casa sta per essere buttata giù. Manca un vincolo della Soprintendenza – sottolinea Sgarbi – che sembra disinteressarsene”. Per colmare il gap, il noto critico annuncia di voler coinvolgere il Ministro Franceschini, oltra al Soprintendente Prosperetti, già informato della questione. “Raggi vai lì, salva la tua città” incalza Sgarbi che segnala le buone condizioni in cui versa l'edificio novecentesco.

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I lavori già iniziati

Tra quanti hanno espresso sui social network la propria perplessità, c'è anche la consigliera municipale Nathalie Naim. "Questo scandaloso progetto che prevede la demolizione di uno storico e bell'edificio nel quartiere Coppede al fine di realizzarne uno moderno e inaugurato a fini di lucro( maggiore cubatura) porta la firma dell’attuale Presidente dell’Ordine degli Architetti, Paesaggisti e Restauratori della Provincia di Roma, ovvero di un professionista che dovrebbe avere a cuore la nostra città” tuona la consigliera. Vero è che l'edificio, nonostante sia adiacente al celebre Villino Gigli e molto vicino anche al quartiere Coppedè, non è vincolato. Ed infatti i lavori, in via Ticino 3, sono già iniziati. 

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Commenti (20)

  • ...certo, con tante zone orrende di roma piene di palazzine ex abusive (pigneto, centocelle, trullo, etc..etc..) vanno ad abbattere uno in un quartiere bello e pulito?? mah.... forse gli interessi vincono sui vincoli...

  • A morte gli architetti massoni deviati! Viva l'identità italiana

  • Il palazzo anni 50 da abbattere non mi sembra di grande pregio e non è nemmeno vincolato. Quello che vogliono costruire è decisamente più interessante. Chi dice che il progetto è scandaloso solo perché ha "fini di lucro" è fuori di testa. Sì alla rigenerazione della città senza consumare altro suolo.

    • E' una speculazione immobiliare, non lo capisci?

      • Credo che sotto il nick di Agamennone si celi l'architetto progettista del nuovo palazzo...

        • Ah ah ah! Sono solo uno che è stufo di chi vuole un città immobile proibendo anche ciò che è legale e di chi preferisce un palazzo vecchio (non antico) e brutto ad uno moderno e bello.

        • ... e chiaramente non è un "palazzo anni '50" !!!

          • Si informi meglio. È un edificio degli anni 50 costruito con lo stile di uno primi 900. Un palazzo nato finto vecchio...

            • Mi colpisce il suo grado così elevato di informazione. Essendo dotato di così grande senso civico, la prego di fornire dei dati oggettivi di riscontro: permessi di costruire, varianti con nomi dei progettisti e date. L'edificio è stato costruito nel decennio 1950? O sopraelevato in quel decennio? Parli con dati alla mano. Così usciamo dal chiacchiericcio.

              • Tutto quello che so io, potrà scoprirlo anche lei cercando su google: via ticino 3 roma palazzo. Se vuole entrare nel dettaglio, le consiglio di chiedere una visura catastale. In caso ci faccia sapere. ;) Saluti

                • Mi sono documentato, ringrazio "Agamennone". In effetti si tratta del villino del conte Gerolamo Naselli, progettato dall'ing. Ugo Gennari, ottimo progettista che fu presidente dell'Ordine degli Architetti appena dopo la guerra. L'edificio è stato autorizzato con permesso di costruire n°891/1930 ed era terminato nel 1931. Dunque che sia un palazzo "finto vecchio" "anni '50" è una balla colossale!

                • Non sia così timido... la sua intelligenza le dovrebbe dare coraggio... visto che lei dispone dei progetti precedenti, e certamente di quella visura storica che noi profani dovremmo richiedere in Catasto...

                  • 1) Visto che ci tiene tanto a quel palazzo non sia pigro e orsù si informi di persona. 2) Abbia pazienza: ma le pare che un costruttore si metterebbe a difendere il suo lavoro su Romatoday? Rispettabile testata, ma letta da 4 gatti? 3) Concludo dandole una buona notizia: i disturbi paranoidi sono curabili. Saluti cordiali

              • Bravo Andrea. Non si capisce perché Agamennone ce l'ha tanto con quello che, anni '50 o no, non sembra certo un palazzo da buttare giù, al contrario. Appare chiaro che ci sono dietro motivi che con la riqualificazione urbana non hanno nulla a che vedere.

                • Caro Andrea Zurlini e caro Andrea, vivo, assai felicemente, in un altro quartiere di Roma e della vicenda in sé mi interessa il giusto, ovvero assai poco. Il consumo di suolo nell'agro romano sta diminuendo, così come la voglia dei romani di andare a vivere lontano dal centro. A mio parere è arrivato il momento di adeguare la periferia storica alle nuove esigenze abitative dei residenti, anche per rendere la città più appetibile di una villetta nell'agro. Non vedo nulla di male quindi se si vuole rinnovare l'offerta abitativa, a patto che ciò avvenga nei limiti delle norme e della legge. Mi sembra che a via Ticino si tratti di questo. Poi se si dovessero appurare delle irregolarità che si fermino pure i lavori, a me poco importa.

      • Si parla di speculazione immobiliare quando si vuole lucrare (magari anche in maniera truffaldina) sull'andamento del mercato, acquistando e poi vendendo un immobile ricavandone un surplus. Non è questo il caso perchè qui si vuole abbattere un palazzo e ricostruirne un altro, quindi C'E' UNA EFFETTIVA ATTIVITA' EDILIZIA E NON SOLO UN'ATTIVITA' MERCANTILE. La differenza non è da poco. Tutti i costruttori hanno come finalità il lucro (e ci mancherebbe...), ma questo non fa di tutti loro necessariamente degli speculatori. Spero di essere stato chiaro. Saluti

  • Svecchiamola questa città. Roma è "viva" e non può essere composta al 90% solo da vecchi edifici. Si lascino le cose che hanno effetivo valore e si sostituiscano gli altri con edifici nuovi, Vorrei veder partire progetti di riquilificazione tramite abbattimenti e ricostruzioni per tutta Roma, sopratuto nei quartieri nati spontanei nel dopoguerra o in quelli anche precedenti ma che sono al momento fatiscenti (solo per citarli ad es. torpignattara alcune aree di centocelle e vaire "Tor" non adatti allo standart di vita attuale (del tipo ci teniamo il palazzetto veccchio e lascaimo strade strette e centinaia di auto parcheggiate in strada, non mi sembra che "storica" in questo modo attuale la città sia più bella)

  • Peccato che li abbiano già venduti.

  • Sgarbi ha ragione.Questi insetti incapaci sono bravi solo a spremere i cittadini con le multe delle corsie preferenziali farlocche. A via di portonaccio però hanno esagerato, i soldi che ci hanno truffato gli andranno di traverso.Questa storia a questa specie di Sindaca fantoccio costerà molto cara

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