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Stadio Flaminio, Berdini suona la carica: "Il Comune non fa niente per ristrutturarlo"

L'ex assessore all'Urbanistica di Roma Capitale suona l'allarme per il futuro dello stadio Flaminio. Berdini: "Se per intervenire aspettiamo altri 20 anni crollerà da solo"

Lo stadio Flaminio è un patrimonio da valorizzare. Meglio, è "un gioiello d'inestimabile valore" che "stiamo abbandonando". Parola di Paolo Berdini. L'ex assessore all'Urbanistica della prima giunta Raggi, torna a parlare di impianti sportivi. Questa volta non per tirare in ballo quello che, James Pallotta, vorrebbe realizzare a Tor di Valle. Bensì per suonare un campanello d'allarme su una struttura che "vive nel degrado più totale".

L'inerzia del Comune

Per Berdini, lo stadio Flaminio "è abbandonato ed è sempre peggio e se aspettiamo altri vent'anni di abbandono crollerà da solo, com'è stato per il Velodromo olimpico dell'Eur". Un destino tutt'altro che ineluttabile, se c'è l'intenzione d'invertire la rotta, c'è ancora la possibilità di farlo. Ma quello che sembra mancare, secondo Berdini, è una visione d'insieme, una strategia in grado di riportarlo in auge. "Il Coni ha rinunciato alla gestione dello stadio, il Flaminio è del Comune che non fa niente per ristrutturarlo. Non lo fa, secondo me, per una mancanza di prospettive e di volonta' perche' per un luogo che sta a un chilometro da piazzale Flaminio, dai luoghi piu' belli di Roma, i soldi si trovano.

Il ruolo del pubblico e del privato

A proposito di fondi, da Los Angeles nell'estate del 2017 erano stati stanziati 180 mila euro. Una boccata d'ossigeno, giunta oltreoceano, che non è sufficiente da sola a garantire il rilancio dell'impianto sportivo.  "La Fondazione Ghetti ha elaborato una proposta, anche loro potrebbero contribuire, altri sponsor potrebbero contribuire. Il problema è che se l'Amministrazione è ferma non ci sarà mai nessuno che investe. L'Amministrazione invece deve trovare forza per coinvolgere i privati che metterebbero dei soldi. I privati possono intervenire". Il finanziamento ottenuto dalla Ghetti Foundation, ad onor del vero, è figlio di un' iniziativa assunta dal Campidoglio e da una rete di altre realtà, tra cui la Pier Luigi Nervi Project. Da sola però non basta.

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Il necessario input del pubblico

"Bisogna avere un'idea generale, che riguarda tutto quel meraviglioso quartiere Flaminio, completarlo con l'uso dello stadio - propone Paolo Berdini -  Questa è un'opera che deve fare solo il Comune, solo la parte pubblico puà avere una visione d'insieme. Poi i privati si possono coinvolgere ma se manca l'input pubblico tutto resta fermo. Io consiglierei a un privato di investire sullo Stadio Flaminio, il ritorno d'immagine sarebbe straordinario. Sarebbe un affare per la città, per il Comune e per colui che investe. Non siamo più capaci di rispolverare i nostri gioiello - ha concluso Berdini -  li lasciamo marcire".

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