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I rom del Foro Italico dispersi in strada, Caudo contro Raggi: “Tua è politica della polvere sotto il tappeto”

Oltre 100 persone che abitavano la baraccopoli “tollerata” ora vivono all’addiaccio, tra stazioni e parchi. Il minisindaco del III: “Sistemazione dignitosa e più sicurezza per quartieri”

Sgomberati dal campo rom e ad oggi dispersi in strada: sotto i ponti, agli angoli delle stazioni, nei meandri più nascosti dei parchi della zona. Una vera e propria diaspora quella degli ex abitanti del campo Foro Italico, la baraccopoli sorta lungo la tangenziale agli inizi degli anni ‘90 e “tollerata” per trent’anni. Dietro un’immensa discarica abusiva, terra di sversamenti illeciti e roghi “tossici”

Foro Italico, dopo lo sgombero rom dispersi in strada

Il 10 agosto scorso l’arrivo delle ruspe con l’intero insediamento trasformato in area di cantiere per la movimentazione dei mezzi: ad oggi è un grosso rettangolo di macerie e distruzione. Durante lo sgombero solo dodici le persone presenti prese in carico dalla Sala operativa sociale del Comune, con un centinaio di ex occupanti del campo (129 in tutto quelli censiti a giugno ndr.) usciti spontaneamente dalle baracche senza alcun sostegno dell'amministrazione: finiti negli insediamenti abusivi lungo le sponde dell’Aniene, sotto al Ponte delle Valli e negli anfratti di Villa Ada. Qualcuno orbita intorno a stazione Nomentana e stazione Conca d’Oro. 

Dopo lo sgombero del campo rom l’esodo dei disperati tra baracche e roghi tossici

Il Municipio III: “Accampamenti allarmano quartieri”

“La politica della polvere sotto il tappeto. Lo sgombero del campo rom lungo la via Olimpica ha di fatto comportato la diffusione di donne e bambini che ora sono accampati alla bene e meglio in situazioni di fortuna insostenibili in un contesto civile. Fuochi accesi per riscaldarsi e cucinare, brande e giacigli improvvisati con promiscuità di ogni genere, disegnano uno scenario che oltre ad essere inaccettabile da un punto di vista umano determina paure e insicurezza nei cittadini del quartiere e ne mette a rischio l’incolumità” - ha scritto il presidente del Municipio III, Giovanni Caudo, in una lettera alla sindaca Virginia Raggi.

Il minisindaco Caudo scrive a Raggi: “Sistemazione dignitosa”

La richiesta al Campidoglio è quella di un intervento urgente per ripristinare le condizioni di sicurezza e vivibilità per gli abitanti e trovare una sistemazione dignitosa alle persone accampate. 

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“Il Municipio non ha alcuna possibilità di far fronte a situazioni così complesse e per altro causate da atti unilaterali di Roma Capitale che non ha neanche valutato le conseguenze che ne sarebbero derivate a seguito dello sgombero per gli occupanti del campo e per i cittadini tutti. Non è più possibile amministrare problemi così complessi con questa faciloneria e pensando solo alla comunicazione, Roma sta morendo e i cittadini - scrive Caudo - sono a ragione esasperati. i può governare pensando di scaricare sui Municipi l’incapacità di governare dal Campidoglio problemi e questioni così complesse? La Raggi si ricandida e ne ha il diritto ma questo modo di amministrare - dice il minisindaco in odore di candidatura al Campidoglio - la condanna a un giudizio del tutto negativo nel merito delle scelte e ancor di più per le modalità con cui si interviene”. 

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